Quanti tipi di camomilla esistono? Le varietà più adatte per usi officinali

Sotto il nome comune di camomilla rientrano piante simili ma non equivalenti dal punto di vista officinale. Distinguere specie, chemotipi e qualità di lavorazione è decisivo per ottenere tisane efficaci e oli essenziali sicuri. È l’approccio seguito da Matteo Follieri che, trasferitosi in campagna in Umbria, ha imparato sul campo a selezionare semente certificata, evitare contaminazioni e ottimizzare l’essiccazione con metodi a basso consumo, dopo alcune stagioni di prove, errori e correzioni basate su osservazioni rigorose.
Specie chiamate “camomilla”: tassonomia e riconoscimento
In botanica, le “camomille” appartengono per lo più alla famiglia Asteraceae, ma non tutte sono idonee all’uso officinale. Le principali specie da conoscere:
- Matricaria chamomilla L. (sin. M. recutita) – detta camomilla tedesca. Ricettacolo cavo, capolini con ligule bianche ricadenti, aroma dolce-aromatico. È la specie più diffusa nelle tisane.
- Chamaemelum nobile (L.) All. (sin. Anthemis nobilis) – camomilla romana. Pianta perenne, portamento più basso, profumo intenso fruttato-erbaceo. Apprezzata per l’olio essenziale ricco di esteri.
- Anthemis arvensis L. – camomilla dei campi. Simile ai capolini officinali ma meno aromatica; impiego tradizionale locale, oggi poco usata.
- Tripleurospermum inodorum (sin. Matricaria inodora) – priva quasi di aroma; non idonea per preparazioni officinali.
- Anthemis cotula L. – “camomilla fetida”. Odore sgradevole; non utilizzata.
Per la raccolta corretta in campo, i caratteri diagnostici principali sono: ricettacolo cavo in Matricaria chamomilla; foglie finemente divise ma non tomentose; profumo dolce non sgradevole. La confusione con specie inodori o fetide è la causa più frequente di tisane inefficaci.
Le varietà realmente officinali: profilo fitochimico e impieghi
Le due specie con uso officinale consolidato sono Matricaria chamomilla e Chamaemelum nobile. Le loro monografie sono descritte in sede di Farmacopea europea e in documenti dell’Agenzia europea per i medicinali. Le differenze rilevanti riguardano composizione dell’olio essenziale, contenuto in flavonoidi e indicazioni d’uso tradizionali.
Matricaria chamomilla: i capolini contengono precursori del chamazulene (matricina) che, con la distillazione, generano l’olio essenziale blu; sono presenti α-bisabololo e ossidi di bisabololo, oltre a flavonoidi come apigenina, luteolina e quercetina. Attività principali: antinfiammatoria locale, spasmolitica sul tratto gastrointestinale, carminativa, leggermente sedativa. L’impiego tipico è in tisana digestiva e per risciacqui lenitivi del cavo orale.
Chamaemelum nobile: l’olio è ricco di esteri (principalmente isobutirato e metacrilato di isobutile), responsabili dell’aroma fruttato e dell’azione antispasmodica e leggermente sedativa. I capolini contengono anche cumarine e flavonoidi. Tradizionalmente usata per favorire il rilassamento e la digestione, in tisana serale o come componente di miscele calmanti.
In contesto professionale, si valuta la qualità con parametri come resa in olio essenziale (distillazione), profilo cromatografico (GC-MS per l’olio, HPLC per flavonoidi), purezza botanica e assenza di contaminanti fisici e microbiologici. Le buone pratiche di produzione dalla coltivazione alla raccolta (GACP) riducono variabilità e rischi.
Confronto sintetico tra le specie officinali
| Specie | Costituenti caratterizzanti | Aroma | Parte usata | Usi tradizionali | Resa olio essenziale (indicativa) | Note di qualità |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Matricaria chamomilla | α-bisabololo, ossidi, precursori del chamazulene; apigenina | Dolce, erbaceo, talvolta balsamico | Capolini fiorali essiccati | Digestione, spasmi lievi, lenitivo topico | 0,3–1,5% (massa su secco) | Capolini interi, colore giallo-oro, odore pulito |
| Chamaemelum nobile | Esteri dell’isobutile; cumarine; flavonoidi | Fruttato-floreale, intenso | Capolini fiorali essiccati | Rilassamento, digestione, azione calmante | 0,4–1,6% (massa su secco) | Profumo deciso, assenza di bruniture |
Forme d’uso, dosaggi e profilo di sicurezza
Per uso domestico, l’infusione è la forma più semplice e controllabile. Parametri pratici adottati anche da Follieri nelle prove sensoriali e funzionali:
- Infuso: 2–3 g di capolini secchi in 150–200 ml di acqua a 95 °C, infusione 8–10 minuti, filtrare. Fino a 3 volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti (digestione) o la sera (rilassamento).
- Uso topico (impacchi, risciacqui): 3–10 g/100 ml, raffreddare prima dell’applicazione su cute integra; evitare il contatto con occhi irritati se non su indicazione professionale.
- Olio essenziale: solo uso esterno in diluizione 1–2% in veicolo dermo-compatibile. L’ingestione dell’olio non è indicata in automedicazione.
Avvertenze: possibili allergie crociate nelle persone sensibili ad Asteraceae (ambrosia, artemisia, margherite). Interrompere in caso di reazioni cutanee o respiratorie. In gravidanza e allattamento, attenersi a dosi alimentari (tisana leggera) e consultare il medico prima di impieghi concentrati. Possibili interazioni teoriche con sedativi centrali (sommazione dell’effetto). Per i bambini, preferire infusi più diluiti (circa 1 g/150 ml).
Coltivazione e raccolta: criteri GACP e buone pratiche artigianali
La qualità dell’infuso è determinata a monte. Nei lotti coltivati da Follieri, i risultati più stabili si sono ottenuti applicando principi delle Good Agricultural and Collection Practices (GACP): tracciabilità del seme, registri colturali, protocolli di raccolta e asciugatura ripetibili.
- Suolo e clima: terreni franco-sabbiosi ben drenati, pH 5,5–7,5; esposizione pieno sole; evitare ristagni. In Umbria, semina autunnale per M. chamomilla con raccolta tra maggio e giugno.
- Seme e densità: semente certificata, semina superficiale (0,5 cm) su letto affinato; dose indicativa 1–2 kg/ha per semina in pieno campo; diradare per ridurre la competizione.
- Nutrizione: concimazione organica moderata (compost maturo 20–30 t/ha). In micro-parcelle sperimentali, Follieri ha comparato macerati di ortica e compost tea aerato: migliore vigore vegetativo con trattamenti quindicinali a bassa concentrazione (1–2%).
- Gestione ecologica: rotazioni con leguminose, pacciamatura organica per contenere infestanti, impiego mirato di fitobonifica (phytoremediation) su suoli stanchi mediante colture di copertura a radice profonda.
- Raccolta: capolini a 50–70% di fiori ligulati aperti, nelle ore asciutte. Evitare materiali estranei (foglie, steli eccessivi).
- Essiccazione: strati sottili, aria forzata a 30–40 °C, buio o luce indiretta; umidità finale sotto il 10–12%. Capolini interi conservano meglio oli e flavonoidi.
- Stoccaggio: contenitori alimentari ermetici, al riparo da luce e calore; etichetta con lotto, data, umidità residua. Verifica periodica dell’odore: note di fieno o rancido indicano degradazione.
Per trasformazioni più spinte (olio essenziale), la resa dipende fortemente dalla freschezza del materiale, dalla parte distillata e dal tempo trascorso tra raccolta e distillazione. In ambito artigianale, tempi inferiori a 24 ore riducono perdite di monoterpeni volatili.
Acquisto consapevole ed etichettatura: come scegliere bene
Al momento dell’acquisto, la denominazione comune “camomilla” non basta. È opportuno verificare:
- Nome botanico completo e parte usata: Matricaria chamomilla flos o Chamaemelum nobile flos.
- Origine e lotto: paese di coltivazione/raccolta, data di raccolta/essiccazione; preferibili fornitori che applicano GACP.
- Forma: capolini interi o taglio TBC (tea bag cut) uniforme; i capolini interi mantengono meglio i principi volatili.
- Odore e colore: profumo netto, privo di note di muffa; colore giallo intenso nel disco fiorale, ligule bianche non brunite.
- Certificazioni: biologico, analisi su residui di pesticidi e metalli pesanti; disponibilità di schede tecniche ed eventuale cromatogramma dell’olio per i lotti professionali.
La chiarezza in etichetta riduce il rischio di adulterazioni (sostituzioni con specie inodori) e garantisce prevedibilità dell’effetto. Nella piccola distribuzione, la relazione diretta con il produttore e la possibilità di visionare il materiale sono spesso il miglior controllo qualità.
Quale camomilla scegliere in pratica
Per un’azione digestiva e lenitiva cutanea, Matricaria chamomilla è generalmente la scelta prioritaria, grazie al profilo ricco di sesquiterpeni ossigenati e flavoni come l’apigenina. Per tisane serali a vocazione rilassante, Chamaemelum nobile offre un bouquet aromatico più marcato e una componente di esteri che molti consumatori percepiscono come più “calmante”. In miscele funzionali, le due specie possono essere associate per sommare note aromatiche e spettro d’azione.
L’esperienza agronomica di Follieri conferma che la qualità nasce dall’allineamento di fattori: identificazione botanica certa, gestione colturale sobria ma costante, essiccazione tempestiva e conservazione rigorosa. Solo così la “camomilla” in tazza corrisponde alle attese officinali, senza sorprese.

