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Perché le foglie di monstera si bucano? La causa e come favorire lo sviluppo regolare

Dario Righettodi Dario Righetto· 28/08/2026 10:04
Perché le foglie di monstera si bucano? La causa e come favorire lo sviluppo regolare

Mi è capitato di recente di ricevere un messaggio da una lettrice che guardava la sua monstera con una certa preoccupazione: le foglie presentavano dei veri e propri buchetti, piccole perforazioni che sembravano quasi intenzionali. "Dario, cosa sta succedendo alla mia pianta?" mi ha chiesto. È una domanda che ricevo spesso, e la risposta non è sempre quella che ci aspettiamo.

Un fenomeno naturale, non una malattia

Le foglie forate della monstera non sono il risultato di un'infezione o di un attacco di parassiti come molti credono. Si tratta invece di un processo biologico affascinante che gli scienziati chiamano Eterogenesi, una caratteristica genetica della pianta stessa. In natura, questa capacità si è sviluppata per ragioni ben precise: le perforazioni permettono alla pianta di distribuire meglio il flusso d'aria fra le foglie, riducendo la resistenza al vento e facilitando il passaggio della luce agli strati inferiori della chioma.

Quando osservo la monstera nei miei laboratori sul balcone, noto che le foglie più grandi sviluppano questi fori naturalmente. È come se la pianta seguisse una vera e propria "strategia di progettazione biologica" per ottimizzare l'efficienza negli ambienti umidi e densi della giungla tropicale, suo habitat naturale.

La domanda che molti si pongono è legittima: se è naturale, perché le mie foglie non hanno buchi? La risposta è semplice e pratica.

Quando le foglie si bucano e quando no

L'aspetto cruciale è l'età e la maturità della pianta. Una monstera giovane, acquistata nei vivai come esemplare piccolo, produce foglie intere per i primi anni di vita. I fori iniziano a comparire quando la pianta raggiunge una certa dimensione e vigore vegetativo, generalmente intorno ai tre o quattro anni di età, a patto che le condizioni di coltivazione siano ottimali.

Ho visto in casa mia esemplari di monstera che non sviluppavano alcun foro per anni, e poi improvvisamente, quando le ho spostate in una posizione migliore con luce indiretta più abbondante, hanno iniziato a produrre foglie frastagliate come per magia. Non era magia, ovviamente: era il risultato di un miglioramento delle condizioni di crescita.

I fattori che favoriscono lo sviluppo dei fori sono principalmente tre. Il primo è la luce: serve una luminosità indiretta generosa, mai il sole diretto ma nemmeno l'ombra totale. Il secondo è l'umidità: le piante tropicali come la monstera prosperano con tassi di umidità tra il 60 e l'80 percento. Il terzo è la nutrizione: una pianta ben alimentata, con regolari apporti di fertilizzante bilanciato durante la stagione vegetativa, sviluppa foglie più grandi e forate.

Come favorire lo sviluppo regolare dei fori

Sul mio balcone adotto un sistema semplice e concreto. Prima di tutto, organizzo lo spazio in modo che la monstera riceva luce diffusa per almeno sei ore al giorno. Non la metto dietro una cortina densa, ma nemmeno sul davanzale esposto a ovest dove il sole picchia forte. Una posizione riparata ma luminosa, come quella che avrebbe in natura sotto il baldacchino della foresta tropicale.

Per quanto riguarda l'umidità, nel nostro clima continentale trentino questo è spesso il nodo cruciale. Non basta annaffiare: bisogna creare un ambiente umido intorno alla pianta. Uso due strategie efficaci. La prima è vaporizzare le foglie con acqua distillata due o tre volte a settimana, preferibilmente al mattino. La seconda è posizionare un sottovaso con ghiaia e acqua sotto il vaso di terracotta, facendo attenzione che il fondo della pianta non tocchi direttamente l'acqua, per evitare il ristagno.

Un accorgimento che spesso viene trascurato è il tipo di substrato. Una monstera ha bisogno di un terriccio drenante ma che trattenga un po' di umidità. Preferisco un mix di torba, corteccia di orchidea e perlite in parti uguali. Questo garantisce aerazione alle radici e al contempo mantiene l'umidità senza creare marciume.

Per la fertilizzazione, uso un prodotto bilanciato, tipo 10-10-10, diluito a metà della dose consigliata, una volta ogni due settimane durante la primavera e l'estate. Piante tropicali ben nutrite hanno vigore per esprimere appieno le loro caratteristiche genetiche, compresa la formazione dei fori.

Gli errori che frenano lo sviluppo

Ho notato negli anni che alcuni errori ricorrono nella pratica della coltivazione domestica. Il primo è sottovalutare l'importanza della potatura. Una monstera che cresce senza controllo sviluppa un fusto lungo e debole, con foglie piccole e distanziate. Quando potate il ramo principale sopra una gemma rivolta all'esterno, stimolate la ramificazione laterale e foglie più rigogliose.

Il secondo errore è l'eccesso di acqua. La monstera non ama i terreni costantemente zuppi. Aspetto sempre che i primi tre centimetri di terriccio risultino asciutti prima di annaffiare di nuovo. Lo dico per esperienza: più piante muoiono per marciume radicale che per siccità.

Il terzo errore è dimenticare di pulire le foglie. La polvere accumulate impedisce la corretta fotosintesi e riduce la vigoria complessiva della pianta. Ogni due settimane, pulisco delicatamente le foglie con un panno umido, sostenendo il ramo con l'altra mano per non danneggiare il picciolo.

I fori nella monstera non sono un mistero botanico ma il risultato naturale di una pianta in buone condizioni. Vedete, quando riunisco i miei studenti per i laboratori sul balcone e mostro una monstera completamente forata, sempre qualcuno dice "Ah, adesso non mi preoccupo più per i buchi!" La verità è che quella pianta forata è il segnale visibile che state facendo bene le cose. È la pianta che vi dice: grazie, qui sto bene.

Dario Righetto
Dario Righetto

Cresciuto tra i boschi trentini, Dario ha imparato a riconoscere e utilizzare erbe selvatiche fin da bambino. Oggi organizza laboratori di fitopreparati semplici per adulti e bambini e ha trasformato il suo balcone in una piccola giungla urbana, tutta a base di specie autoctone.