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L' informazione per fare la Storia

“ La Storia si aspetta qualcosa da ciascuno di noi”. Con questa frase Gianluca Schinaia, ex alunno del liceo Democrito, ora giornalista d’inchiesta e autore del libro “Lavori in corso”, ha concluso l’incontro tenutosi in Aula Magna il 25 febbraio 2011 per la presentazione del suo libro.

Fin dall’inizio dell’incontro egli ha voluto porsi come “fratello maggiore” degli attuali studenti del liceo, giustificando tale affermazione con il fatto che “questa scuola è casa nostra, come questa città, come questo Paese”. Ciò che ha cercato di trasmettere ai ragazzi che stanno condividendo ora la scuola della quale egli stesso ha fatto parte, è quindi la fondamentale importanza di interessarsi, di “indignarsi” se necessario, di quello che accade nel nostro Paese.

Schinaia ha affrontato per questo diversi argomenti, presentandosi e approfondendo aspetti del suo lavoro, parlando dell’ esistenza di diversi tipi di giornalisti, quelli “servi” e “impiegati”, coloro che  per interesse non  riportano i fatti così come sono, e poi quelli “liberi”,  quelli che, come ha ribadito lui, seguono il motto “non temo niente, non spero niente, sono libero”. Un’affermazione che in poche parole riunisce dei concetti fondamentali, quali l’importanza della libera informazione e del libero pensiero, non sottomessi e delimitati dall’interesse personale e privato, ma con il fine di relazionare e riportare al popolo le notizie così come realmente sono.

Ha poi affermato che, nonostante tutto, i giornali che vengono più letti sono quelli meno impegnati, poiché le persone, stancate dai pensieri quotidiani, preferiscono una lettura più leggera e più facile.

Il Paese è tuttavia proprietà del popolo, e per questo è necessario che esso se ne preoccupi e sia informato su ciò che avviene, al fine di poter conoscere e agire di conseguenza.

Questo è appunto lo scopo del giornalismo di inchiesta, approfondire gli argomenti politico-economici meno trattati, informare correttamente la popolazione di ciò che avviene nel Paese, spesso senza che essa ne sia al corrente.

Riconoscendo tale necessità Schinaia ha scritto il libro “Lavori in Corso”, nel quale mette in luce tutti quei casi di costruzione di strutture e infrastrutture, costate al popolo un’ ingente quantità di denaro, che in molti casi non sono mai più state utilizzate e che molto spesso hanno causato il danneggiamento di paesaggi naturali o centri urbani.

Un argomento talmente attuale e vicino a noi da catturare da subito l’attenzione degli studenti che erano presenti all’incontro, e da stimolare un vivace e interessato dibattito sui vari argomenti trattati. Si dice spesso che i giovani non siano interessati al futuro del loro Paese  a conoscere ciò che accade intorno a loro, ma tutto ciò che in realtà serve è un’informazione corretta e basata su fatti reali, aperta e non delimitata da interessi personali.

La naturalezza con la quale Schinaia ha riportato e spiegato alcuni brani del suo libro, facendo alcuni esempi, ha portato gli studenti ad aprire gli occhi su alcune questioni molto vicine alla loro vita quotidiana, è li ha così spinti a fare domande, a chiedere approfondimenti, in un clima di profondo interesse e attenzione.

In questo modo il messaggio dell’autore ha colpito in pieno il bersaglio, e ha stimolato la sensibilità di tutti coloro che lo stavano ascoltando: il Paese è “casa nostra”, di tutto il popolo, e non si può delegare ad altri l’impegno di fare qualcosa per esso, di interessarsi, di conoscere cosa succede e contestare ciò che si ritiene inopportuno. “La Storia siamo noi”: e per esserlo veramente, l’informazione, quella vera, è alla base di tutto.

 

 

Giulia Campa

Guido De Simone

Alessandro Sampieri

 

Il Liceo Democrito incontra la Storia

Nell’ambito della celebrazione dell’Unità d’Italia, il giorno 9 febbraio 2011 il liceo Democrito ha avuto l’onore di ospitare Massimo Rendina e Giulio D’Ambrosio, due personaggi  della nostra Storia, la storia d’Italia. Grazie ai loro entusiasmanti , e talvolta commoventi, interventi  abbiamo potuto riflettere sull’Italia di allora, un’Italia che fortunatamente noi non abbiamo mai visto. Ci hanno emozionato raccontandoci le loro storie, storie di una guerra combattuta da semplici uomini, uomini che avevano solo tenui speranze ma che non hanno mai smesso di lottare, guardando sempre al futuro.  Rendina, partigiano Max Manara per la Resistenza italiana, ricorda alla perfezione eventi di un passato lontano, ma solo in termini di anni, perché il passato è venuto a raccontarci la sua Storia, grazie a loro.  A loro che ci hanno parlato di come sono sopravvissuti, di come hanno visto gli amici morire. Ci hanno raccontato di come hanno dovuto fare delle scelte, scelte rapide e istintive che hanno potuto  cambiare gli eventi.  Rendina, che è stato anche il direttore generale della prima RAI, ci ha spiegato che allora la RAI era soggetta al potere politico, ma molto meno di oggi.

Alcuni ragazzi presenti nell’Aula Magna del Liceo hanno posto delle interessanti domande a Rendina.

Il taglio dei fondi a Via Tasso rappresenta un’offesa nei riguardi della nostra memoria collettiva, nei ricordi di un periodo che non andrebbe dimenticato, onorandone le vittime ed evitando gli errori commessi in passato, e  i ragazzi ne sono indignati.  Perché tagliare i fondi al nostro “luogo della memoria” ? Rendina, che come e meglio di noi comprende l’importanza di questi luoghi, ci ha rassicurati, affermando che alcuni finanziamenti provvisori per Via Tasso sono arrivati, anche se sarebbe necessaria una vera e propria legge per salvaguardarla.  Ma  una domanda ricorrente, che in fondo tutti i presenti si ponevano in silenzio, è stata come i due e i molti altri sopravvissuti abbiano potuto resistere a così tanti soprusi. Commosso Rendina ha risposto che l’ha fatto per la libertà. Infatti loro in quel tempo erano “nudi”, cioè non avevano l’abito di una stato unito, la cittadinanza uguale a tutti gli altri uomini. Avrebbero potuto scegliere di vestire gli abiti fascisti,invece hanno preferito quelli della libertà. Hanno deciso, con coraggio e fortuna, di combattere per un’Italia libera e unita. Noi, come ha detto una ragazza, non riusciremo mai a capire davvero ciò che loro hanno provato. Ci possiamo provare, ma non sarà mai abbastanza. E Rendina, onorandoci tutti, ha detto : “ Voi, ragazzi, avete le facce dei miei compagni partigiani. Voi siete i partigiani di oggi.” Grazie a questo incontro noi ragazzi abbiamo avuto la possibilità di vivere un pezzo di storia, una storia che viveva lì con noi. Probabilmente non riusciremo mai a capire davvero quello che hanno provato loro, ma adesso abbiamo capito che anche noi, semplici uomini, possiamo cambiare il futuro, e scegliere il futuro. Possiamo decidere di restare liberi , senza dimenticare la dignità personale, e senza omologarci, imparando ad avere una coscienza civile anche grazie alla scuola. È stato un prezioso regalo poter conoscere delle persone che hanno avuto così tanto da insegnarci, perché per una volta la Storia, invece che leggerla sui libri, abbiamo potuto incontrarla.

 

I Promessi Sposi : tutta un'altra musica

Rientrare nella propria scuola dopo quasi dieci anni deve essere una grande emozione. E lo è stata, sicuramente per Noemi Smorra. Ma ad emozionarsi davvero quel giorno è stato chi ha potuto ascoltare la sua incantevole voce, chi ha avuto la fortuna di assistere alla proiezione del musical travolgente che l’ha vista come protagonista, chi ha ascoltato le sue parole che hanno ripercorso la sua avventura a partire da un incontro eccezionale, nato  proprio tra le mura della nostra scuola. Quindi eccole, dodici anni dopo, Noemi e la sua insostituibile professoressa di Italiano, Graziella Gasparro, sul palco dell’Aula Magna a ricordare quegli anni così vicini nella loro memoria: l’insegnante non ha dimenticato nemmeno il banco in cui Noemi sedeva e la sua alunna ripensa con nostalgia a quelle spiegazioni così affascinanti e a tutti gli insegnamenti, che vanno oltre il programma scolastico, e che nella vita di Noemi hanno aperto la strada a un mondo che forse mai avrebbe creduto di poter scoprire. Ed è venuta a raccontarlo il 17 febbraio agli studenti della sua scuola, con umiltà e semplicità disarmanti, sottolineando più e più volte il ruolo che la sua professoressa, oggi in pensione, ha avuto anche al di fuori della vita scolastica; e, ancora oggi, i loro rapporti continuano, seppure telefonicamente. Tutto ciò appare forse incredibile agli occhi dei giovani che hanno assistito a un dialogo ricco di complimenti dall’una e dall’altra parte: è questo il rapporto ideale tra alunno e professore ed ecco la dimostrazione esemplare che esso non è utopia, non è astrazione, ma meravigliosa realtà. E se vogliamo assistere ad un'altra meravigliosa realtà non ci resta che entrare nella vita di Noemi Smorra, ennesimo esempio che allunga la lista degli ex studenti della nostra scuola tornati con qualcosa di grandioso da raccontare, grazie alla spinta del giusto connubio tra determinazione e passione, oltre a coraggio, talento, impegno e fatica.

La storia di Noemi inizia come tante altre: studia musica fin da bambina e a sedici anni decide di dedicarsi al canto; a questo si aggiunge presto la passione per il teatro, coltivata parallelamente ad un studio diligente. Al termine del liceo decide di iscriversi all’Università al corso DAMS (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo), ma un anno dopo sente di non poter tenere in trappola i suoi desideri e, abbandonando gli studi universitari, sogna di entrare nell’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, trampolino di lancio degli attori più talentuosi del presente e del passato. Noemi dedica cinque lunghissimi mesi alla preparazione del provino che finalmente le permetterà di entrare nella prestigiosa Accademia. Ma entrare non significa svoltare: inizia qui uno studio intensissimo premiato dalle prime esperienze importanti a teatro, degne della collaborazione di nomi di grande calibro, come Alessandro Preziosi o Pippo Baudo, su palchi sempre più ambiti, come il Sistina. Poi la grande occasione: Michele Guardì, regista dalla geniale inventiva sta cercando la Lucia protagonista di uno spettacolo grandioso, pronto a girare tutta l’Italia e frutto di un lavoro di progettazione di oltre un anno. Si tratta de “I Promessi Sposi”, musical che vede tra i tanti attori, cantanti e ballerini Lola Ponce e Giò Di Tonno e Noemi desidera vedere il proprio nome su quella locandina. E la sua voce, il suo talento, la sua bellezza diversa dai canoni che la televisione ci impone, glielo hanno permesso. Questi i numeri: 8, provini a cui è stata sottoposta per poter entrare nella compagnia; 15.000 (o forse 20.000), gli spettatori che allo stadio di San Siro hanno assistito al debutto; 150, i componenti della compagnia che hanno lavorato sempre in sintonia; 3, i mesi della preparazione dello spettacolo; 16 , le repliche messe in scena fino ad oggi; 40, i metri di palco dello stadio; 27, le scene in cui compare Noemi. Ed è proprio lei a commentare con tutti retroscena e con forte emozione le scene dello spettacolo, trasmesso anche in prima serata da Rai Uno, che sono state proiettate durante l’incontro in Aula Magna. Si legge chiaramente la commozione negli occhi di Noemi, è lei stessa ad ammetterlo e di certo non vuole nasconderlo. Ci racconta, tra una scena e l’altra le sue emozioni, legge alcuni passaggi de “I Promessi Sposi” e ci regala anche una canzone dal vivo; non una voce macchia la sua prestazione: il giovane pubblico è ipnotizzato dalla sua voce limpidissima, che non lascia spazio a commenti di sottofondo. Ci confessa anche che è stata rapita dalla storia di Manzoni, ma solo in questa occasione si è resa conto di quanto il romanzo sia grandioso, perché, come ci racconta, ha avuto la possibilità di compiere ora una lettura consapevole e di vivere le cose scritte. Perciò ha invitato tutte le Seconde che hanno assistito a questo evento a non contaminare la lettura di questo romanzo dal pregiudizio che lo segna come noioso e solo come un compito in più da svolgere, perché si perderebbero un’opera che, come Noemi ci ha dimostrato, può regalare grandi emozioni.

 

Virginia Desiderio, stella emergente del pattinaggio artistico internazionale

Congratulazioni a Virginia Desiderio, che insieme al suo partner Marco Garelli, ha vinto i campionati europei di pattinaggio artistico a rotelle che si sono svolti a Barcellona alla fine di settembre.  La gara vede in pista le coppie artistico junior alla quale sono presenti anche atleti stranieri. Il titolo è andato secondo pronostico ai campioni mondiali junior in carica Virginia Desiderio e Marco Garelli: già primi dopo lo short, nel quale avevano commesso comunque qualche errore, Virginia e Marco hanno pattinato al meglio il programma lungo, evidenziando una buona impostazione tecnica e stilistica. Al secondo posto, un’altra coppia italiana.

A scuola abbiamo fatto alcune domande a Virginia, che sorridente e leggermente in imbarazzo ci ha risposto :

D: “Da quanto tempo pattini?”

V.D. : “Da tanto. Avrò iniziato quando avevo 5 o 6 anni”

D: “Quanti ti alleni normalmente?”

V.D. : “Un sacco. Tutti i giorni almeno 3 ore, 1 ora e mezza la mattina e 1 ora e mezza la sera. Inoltre 3 giorni alla settimana faccio ginnastica.”

D: “Da quanto tempo ti alleni con Marco?”

V.D. :“Abbiamo fatto i mondiali l’anno scorso, quindi pattiniamo insieme solo da due anni.”

Ora attendiamo i mondiali, che si svolgeranno a Novembre in Portogallo.

 

Ecco di seguito la classifica degli europei a Barcellona:

CONFÉDÉRATION EUROPÉENNE DE ROLLER-SKATING

C.E.R.S. (Affiliée à la F.I.R.S.)

COMITÉ EUROPÉEN DE PATINAGE ARTISTIQUE (C.E.P.A.)

WWW.CERSKATING.EU

Junior Pairs • Result Free (Short and Long) / Resultado Programa Libre (Corto y Largo) Name Nation Points M.V. Rule 1 2 3 4 5 6 7

1 Marco Garelli  ITA

Virginia Desiderio ITA                                                    495.600 5.0 1 1 1 1 1 1 1

 

2 Angelo De Benedictis  ITA

Gabriella Procacci  ITA                                                  469.900 4.0 2 2 2 2 2 4 2

 

3 Javier Wis Bravo  ESP

Nerea Wis Bravo  ESP                                                   452.600 3.0 5 3 3 3 5 2 4

 

4 Davide Merlo  ITA

Veronica Quartier ITA                                                    446.400 2.0 4 4 5 4 4 3 3

 

5 Thomas Picard   FRA

Camillia Cherifi  FRA                                                      438.100 1.0 3 5 4 6 3 5 5

 

6 Matthias Clad  GER

Camilla Clad  GER                                                         420.100 0.0 6 6 6 5 6 6 6

 

Grande successo di alunne del “Democrito” al trofeo velico “Morosini”

Dal 24 al 26 settembre 2010 si è svolto il trofeo velico “Morosini”. Grande successo dell'equipaggio del “Democrito”, composto da Elena Berta, dal timoniere Alice Sirno della quinta 5, Federica Marini della quarta C e da Sofia Marini, della seconda C.
Queste valenti ragazze si sono classificate in terza posizione nella classe “Tridente 16”, ma non si sono fermate qui : hanno vinto anche il premio “Fair Play”.
I premi sono stati offerti dalla Lega Navale Italiana, Sezione di Venezia, Ina Assitalia, Banca del Veneziano ed altri sponsor.
La cosa straordinaria è che questo equipaggio, tutto al femminile, si è qualificato al terzo posto pur non avendo mai regatato su quel tipo di barca.
Un folto numero di persone ha partecipato alla premiazione che si è tenuta alla Scuola Navale Militare. La professoressa De Lieto ha sostenuto il progetto e ha assistito personalmente alla regata.
Abbiamo avuto l’onore e il piacere di intervistare la Professoressa De Lieto, che ci ha fornito ulteriori informazioni sul tema.
L'equipaggio si era già distinto lo scorso anno alle finali nazionali dei giochi sportivi studenteschi, guadagnando il secondo posto assoluto e il primo femminile. Le ragazze erano state invitate direttamente dal comitato, senza effettuare selezioni preliminari come gli altri partecipanti.
Quest’anno sono arrivate in terza posizione gareggiando contro equipaggi scelti, che da anni si allenano duramente su questo tipo di imbarcazione.
Da anni il liceo scientifico “Democrito”cerca di promuovere l'attività velica attraverso progetti e partecipazioni a gare sportive. In questo contesto, il giorno 18 è programmata la manifestazione “VelaEvento” con la presentazione da parte del presidente FIV “IV Zona Alessandra Mei “(una ex-alunna) di un progetto di promozione dell'attività velica sotto il patrocinio della FIV e della Regione Lazio.

 

 
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